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Il Mito del Mandorlo in Fiore

La Sagra del mandorlo in fiore ad Agrigento ogni anno nella prima settimana di febbraio celebra il miracolo della vita che si rinnova. Mentre altrove l’inverno costringe ancora al sonno la natura, nella Valle dei Templi essa si risveglia ammanta di bianco. Candide nuvole sembrano essersi adagiate sui tronchi che circondano la Valle. Sono i fiori del mandorlo che danno il primo dei benvenuti alla primavera, in un atmosfera intrisa di mito e leggenda.

Secondo il mito la fioritura del mandorlo, sarebbe da ricondurre all’amore fra Acamante, figlio del celebre Teseo, e Fillide, giovane principessa Tracia. Narra Omero che Acamante salpò al seguito degli Achei e combatté la guerra di Troia al fianco di Ulisse e degli altri celebri eroi. La guerra durò dieci lunghi anni, durante i quali Fillide attese l’amato Acamante. Conquistata e distrutta la città di Troia, i greci cominciarono a fare finalmente ritorno in patria. Man mano però che i superstiti ritornavano alle proprie case e alle proprie donne , non vedendo fra essi Acamante, Fillide paventava che l’amato fosse caduto fra le vittime dalla guerra. La principessa, non vedendo ancora per giorni Acamante giungere ritenne che il proprio amato fosse scomparso, e per la disperazione ne morì.

La dea Atena, mossa a pietà per la fine tragica della giovane principessa, trasformò Fillide in un albero di Mandorlo. Acamante era solo stato trattenuto da un’avaria della sua nave, non era morto e quando giunse e seppe della morte di Fillide e della sua trasformazione, andò verso l’albero di Mandorlo e lo abbracciò amorevolmente. Fu così, che all'improvviso, i nudi rami del mandorlo si ricoprirono di fiori anzichè di foglie, quasi a voler ricambiare il tenero abbraccio di Acamante.

Ancora oggi, nella Valle dei Templi, questo miracolo a Febbraio si rinnova ricordando a tutti i popoli il valore dell’amore e della pace.

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