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Centro Storico

Nel centro storico, sulla piazza Duomo prospetta la facciata ottocentesca della Chiesa Madre, coeva alla fondazione del paese (1629). Al suo interno sono conservate alcune opere d’arte di due artisti palermitani: le statue di S.Antonio Abate e S.Francesco di Paola (XIX sec.), attribuite allo scultore Salvatore Bagnasco, e due tele, raffiguranti “Cristo e l’adultera” e “Cristo che scaccia i mercanti dal tempio”, del pittore Giuseppe Velasco: forse, il maggiore pioniere del neoclassicismo meridionale.
Altre due statue del Bagnasco –raffiguranti S.Giuseppe e la Vergine – si trovano nella Chiesa di S.Giuseppe, la cui facciata barocca fa da sfondo alla via Umberto I: principale arteria urbana.


A 3 km a ovest del paese, sorge l’Eremo di Santa Croce che custodisce una Croce Lignea, ritenuta dalla tradizione locale, la più antica del mondo. Da un esame effettuato dall'Istituto delle pietre dure di Pisa su un frammento della croce, il legno risulta appartenere ad un albero tagliato nel I secolo d.C.
Alcuni studiosi, invece, interpretando le sigle e le frasi incise sui suoi bracci la fanno risalire al III secolo d.C. In ogni caso sembra evidente che trattasi di uno dei primi oggetti di culto delle comunità paleocristiane vissute in quel territorio.

Casteltermini

distanza da Agrigento km.39; abitanti 8.669; altitudine m.554

Il paese sorge tra i Monti Sicani, su una collina lambita dal fiume Platani; benché le origini del primo insediamento risalgono al casale arabo “Chiuddìa”, Casteltermini fu fondata nel 1629. La sua economia è stata a lungo legata alla miniera di zolfo di Cozzo Disi: una delle più grandi e interessanti d’Italia, chiusa nel 1964, ed oggi è al centro di progetti per renderla fruibile al pubblico. Le Chiese del centro storico e l’Eremo di Santa Croce, ospitante la crocea lignea più antica del mondo, costituiscono i beni monumentali più rilevanti del paese.
Secondo la leggenda il rinvenimento dell’ antica croce lignea avvenne perché una mucca, pascolante con l’armento in una campagna di “Chiuddìa”, si era inginocchiata nello stesso posto per diversi giorni di seguito, attirando l’attenzione dei pastori. Incuriositi dallo strano comportamento dell’animale, essi scavarono e trovarono la Croce. Da più di 300 anni, questa miracolosa ricorrenza viene festeggiata ed è all’origine di una delle più importanti manifestazioni di folclore religioso della Sicilia: la Sagra del Tataratà e Festa della Santa Croce .

Cosa vedere : centro storico (Croce paleocristiana nell'eremo di Santa Croce; Chiesa Madre, Chiesa di S. Giuseppe).

Cosa gustare: cucina locale, cosciotto di agnello farcito; formaggi tipici dei Monti Sicani; pasticceria a base di ricotta, pasticcini di pistacchio e di mandorla.
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